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Le vetrine accese dei negozi di vicinato, i pubblici esercizi, le botteghe ed i negozi i servizi in genere presidiano interi quartieri urbani; creano socialità e mantengono vive le relazioni, rendendoli più accessibili, accoglienti, sicuri ed abitabili, diventando punti di riferimento per famiglie, giovani ed anziani. Per questo dobbiamo difenderli.
In termini economici le imprese di prossimità “non delocalizzano”: investono dove operano, creano lavoro locale e contribuiscono ogni giorno alla tenuta economica e sociale delle comunità.
Il commercio di prossimità agisce e deve essere considerato, a tutti i livelli, come una infrastruttura territoriale che determina una serie di fattori positivi: dalla occupazione diffusa agli immobili attivi, dai beni ai servici resi accessibili ed a portata di mano di tutti. Non che vi sia preclusione netta verso il commercio on-line (è anche un’opportunità, specie se integrato con gli esercizi commerciali fisici), ma, attenzione: quando la spesa dei consumatori si sposta sulle “principali macro piattaforme marketplace”, una quota considerevole e significativa del “valore” della spesa e della vendita effettuata on line (è necessario comprendere, e non sottovalutare), si allontana dalla residenza dell’acquirente, dal nostro territorio.
E’ proprio con l’obiettivo di rendere maggiormente e facilmente comprensibile ciò che spesso si percepisce (ma non si riesce a quantificare, rimanendo implicito), che Confesercenti ha inteso proporre una Legge Nazionale per tutelare le Imprese di prossimità e la vivibilità delle nostre Città. Se solo, oltre che immaginare, si riuscisse a dare valore all’ecosistema economico che ruota attorno ai punti vendita, ci si renderebbe conto concretamente di quanto gli esercizi di prossimità producono in termini di ricadute economiche quali maggiore occupazione, reddito di impresa, affitti, servizi professionali, sicurezza, tributi locali, manutenzioni e, soprattutto, in termini di coesione sociale.
Si rende necessario raccogliere 50 mila firme, sia in modalità digitale che cartacea.
E’ possibile inoltre continuare a firmare online, in maniera digitale, accedendo alla piattaforma del Ministero della Giustizia, accedendovi con SPID o CIE e seguendo le istruzioni appresso riportate:
📲 Come firmare:
1. Cliccare questo link: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6700009
2. Accedere alla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID o C.I.E.
3. Sottoscrivere la proposta con un click.
in alternativa
presentarsi all'Ufficio Anagrafe del proprio comune chiedendo della raccolta firme.
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Ultimo aggiornamento: 07-09-2026, 15:04

