08/02/2017 Villa Zanardelli: il punto

 Villa Zanardelli: il puntoIn merito all’ articolo comparso sul Bresciaoggi due settimane fa dal titolo “Villa Zanardelli non si tocca la tutela è diventata “legge” – Il monumento non diverrà una dimora per vip Al massimo potrà essere trasformato in un museo”, ed alle considerazioni che l’hanno accompagnato,
l’Amministrazione Comunale ribadisce che:
1) - L’apposizione di vincolo storico monumentale risale al 23/09/2016;
2) - Dell’apposizione del vincolo è stata data pubblica notizia per il tramite di pubblicazione sul sito internet del Comune così come attraverso lettera ai Direttori dei principali quotidiani locali nell’ottobre 2016 a firma del Vicesindaco;
3) - Non è stata una forza politica a richiedere che venisse verificato l’interesse culturale di Villa Zanardelli ma lo stesso proprietario dell’immobile ( Fondazione Villa Paradiso) come è scritto a chiare lettere nel provvedimento di vincolo pubblicato ( Pagina 1 di 5):
“…VISTA l’istanza della Fondazione Villa Paradiso assunta agli atti il 30 marzo 2015 prot. N2615 del 31 marzo 2015, con la quale l’Ente ha richiesto la verifica dell’interesse culturale, ai sensi dell’articolo 12 del “Codice dei beni culturali” per l’immobile appena descritto;…”
4) - Nel decreto di vincolo non si fa riferimento ad alcun obbligo di destinazione diverso da quello che la Villa ha sempre avuto (cioè Villa di Pregio) ed è pertanto falso affermare che “il monumento non diverrà una dimora per vip Al massimo potrà essere trasformato in un museo”. Sia che il complesso divenga una “dimora per vip”, sia che venga “trasformato in un museo”, esso sarà semplicemente assoggetto a specifici obblighi di tutela e valorizzazione garantiti dalla vigilanza della Soprintendenza;
5) - La priorità per l’Amministrazione in questa vicenda rimane quella della salvaguardia dei posti di lavoro e del benessere degli ospiti e delle loro famiglie;
6) - Qualora si muovesse un altro soggetto pubblico di rilievo per acquistare la villa, il Comune di Toscolano Maderno non farà mancare il proprio contributo, ma il Comune non ha alcuna intenzione d’indebitarsi ulteriormente per promuovere l’acquisto di un’immobile quando la stessa ha difficoltà a valorizzare il patrimonio di cui già dispone.