02/11/2015 Liquidazione SMG: facciamo chiarezza

 Egregio Direttore a seguito della pubblicazione apparse nei giorni scorsi sulla stampa locale, Le chiediamo spazio per un garbata risposta alla stonata sottolineatura dei Consiglieri Righettini e Cappuccini circa la messa in liquidazione della società partecipata SMG approvata dall’attuale maggioranza consigliare.

La società, da anni in gravi difficoltà patrimoniali, gestiva per conto del Comune i servizi della tassa dei rifiuti, dell'imposta comunale sulla pubblicità e le pubbliche affissioni oltre all'illuminazione votiva. Dai “bilanci” o meglio sbilanci che abbiamo ereditato risultavano debiti verso Garda Uno di oltre 800mila euro al 2013 e crediti non riscossi per la tassa rifiuti di circa 600mila euro. Non c’erano tante alternative o il fallimento o la messa in liquidazione. Noi abbiamo scelto la seconda ipotesi dopo un’attenta valutazione delle alternative pur consapevoli, come in altre occasioni, delle conseguenze anche difficili che le nostre scelte possono avere. Noi non ci sottraiamo alle responsabilità assunte e vogliamo evitare di vivacchiare come la precedente amministrazione. Per troppi anni si sono lasciati incancrenire i problemi per non scontentare nessuno. Il risultato è stato un progressivo aggravamento dei problemi con conseguenti esiti quasi insanabili.

E’ quantomeno singolare poi che i consiglieri poc’anzi richiamati esprimano ai quotidiani le loro perplessità ma si sottraggano invece al confronto non presentandosi nelle sedi istituzionali quali la conferenza dei capigruppo ed il consiglio comunale. Se fossero stati presenti avremmo espresso le nostre perplessità sulla loro gestione quando non si non fatti scrupolo a cedere , al prezzo esorbitante di €500.000, l'isola ecologica a SMG caricandola di quei debiti che l’hanno poi messa in ginocchio. SMG non aveva una capacità finanziaria autonoma per sostenere il mutuo acceso per pagare il comune ed ha utilizzato parte delle entrate della tariffa rifiuti per pagare le rate. Risultato è stato che la società non riusciva più a pagare il fornitore principale Gardauno nei confronti del quale il debito è lievitato a cifre spropositate.

Avremmo volute chiedere poi conto del perché i € 500.000 ottenuti siano poi stati dispersi in spese correnti senza benefici concreti per la comunità. Non sono riusciti a realizzare alcuna opera pubblica o servizi con questa disponibilità ne con gli oltre 43 milioni di euro di oneri riscossi negli ultimi 10 anni.

Ribadiamo concludendo che oggi grazie alla responsabilità della nostra giunta il comune non è più penalizzato dalla zavorra di conti insostenibili e poco trasparenti. Possiamo discuterne nelle sedi appropriate ma siamo certi che già questo è un ottimo risultato per l’intera comunità."